Una storia di legami e di comunità alla Magliana.
La Casa della Carità nella parrocchia di San Gregorio Magno nasce da un intreccio speciale tra la Chiesa di Reggio Emilia e la Diocesi di Roma.
Le sue radici affondano negli anni ’60, quando la comunità reggiano-guastallese decise di portare la propria presenza in uno dei quartieri più popolari della capitale.

Pochi mesi dopo la morte di papa Giovanni XXIII, don Dino Torreggiani propose di prendere in carico una parrocchia romana. Il 13 dicembre, don Alberto Altana e don Pietro Cechellani aprirono la nuova parrocchia in via Pescaglia, nel cuore della Magliana. Era un quartiere povero, con pecore al pascolo e ragazzi che giocavano nei prati. “Toh, un prete da queste parti!”, dicevano le famiglie sorprese.
In quegli anni arrivò in visita don Mario Prandi, fondatore delle Case della Carità. Aveva un'idea fissa: aprire una Casa “all’ombra di ogni campanile”. Mentre il quartiere cresceva fino a 50.000 abitanti, don Pietro Cechellani continuava a coltivare questo sogno.
Durante la visita di Giovanni Paolo II alla diocesi di Reggio Emilia, Monsignor Gilberto Baroni donò al Papa una nuova Casa presso San Gregorio Magno. Pochi mesi dopo, suor Maria Angela e la giovanissima suor Anna Maria arrivarono alla Magliana. I locali sotto la canonica divennero casa per 12 ospiti, proprio come i poveri che san Gregorio Magno serviva alla sua mensa.
Nel 2007 la diocesi di Reggio Emilia consegnò la parrocchia a Roma, ma la Casa della Carità rimase come dono. Il 6 aprile 2014 Papa Francesco visitò la parrocchia salutando uno ad uno gli ospiti: un abbraccio che coinvolse tutta la comunità.
"Tutti coloro che sono passati - anche quelli che sono già in Paradiso - hanno lasciato un segno, un ricordo unico, testimoniando che l’amore gratuito per i sofferenti costruisce e rinsalda la comunità tutta."
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